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Artista: Roberto Giglio
Titolo: La Quinta Stagione
Etichetta: Saint Louis Jazz Collection
Genere: Jazz
Bitrate: 183 kbps avg
Supporto: CD (LP)
Durata: 00:43:48
Dimensione: 60.6MB
Data: 2007-00-00
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Tracce
1. Prima Che Sia Mattina 3:13
2. A Volte Zero 3:54
3. La Quinta Stagione 2:53
4. Il Gorilla E La Gallina 3:17
5. Credimi 4:03
6. Azzurra 3:08
7. Babit 3:46
8. Anni Settanta 3:09
9. Tu Che Sai Come 3:54
10. Come Mi Vedi 4:29
11. Babit (A Mano Armata) 4:29
12. Guarda 3:33
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Se vi stanno a cuore le sorti della canzone italiana dautore, se amate ancora
ascoltarla, se avete nostalgia delle belle canzoni del binomio Mogol- Battisti,
se avete amato il primo Baglioni, quello per intenderci di "Signora Lia", se
pensate insomma che possa esserci ancora qualcuno in grado di scrivere un bel
testo da musicare e coniugare con suoni e atmosfere che solo il jazz pu≥
regalare, allora posso subito consigliarvi di ascoltare lalbum di Roberto
Giglio "La Quinta Stagione" sul mercato discografico dalla prima decade dello
scorso mese di giugno per letichetta "Saint Louis Blues Collection" di cui Φ
proprietario il "Saint Louis College" di Roma diretto da Stefano Mastruzzi che
ha anche prodotto e arrangiato undici dei dodici brani contenuti nel cd, tutti
firmati dallo stesso Roberto Giglio. Questultimo specializzatosi in armonia
jazz nel 1990 proprio al "Saint Louis College", prima di arrivare a questa
esperienza Φ stato musicista arrangiatore e compositore collaborando anche con
nomi importanti come Alan Sorrenti, Patty Pravo e Gianni Morandi.
Dopo unapparizione al Sanremo 2002 il suo impegno si Φ focalizzato sulla
realizzazione di questo "La Quinta Stagione" dove propone 12 brani, uno dei
quali Φ proposto in due diversi arrangiamenti, di cui ha scritto musica e parole
e dove lo affianca una formazione base di quattro musicisti: il giα citato
Stefano Mastruzzi alla chitarra, Cristiano Micalizzi alla batteria, Stefano
Lestini al pianoforte e Dario Rosciglione al contrabbasso. Ai quattro si
aggiungono o si alternano nei vari brani musicisti notissimi quali Enrico
Pieranunzi, Enzo Pietropaoli, Fabrizio Sferra, il percussionista Giovanni
Imparato e il bassista Saturnino. In tre brani Φ presente anche unorchestra, la
B.I.M. Orchestra, mentre un brano Φ affidato allarrangiamento di Franco
Micalizzi.
Quindi un dispiego di risorse umane-artistico notevole per un album che mostra
di meritare il coinvolgimento di tanti professionisti della musica perchΘ con
"La Quinta Stagione" Roberto Giglio si candida ad ereditare il ruolo di
rivalutazione di una delle espressioni pi∙ squisitamente italiane della nostra
musica inserendo nella forma canzone quelli elementi jazzistici che le possono
conferire importanza, raffinatezza e novitα in un periodo in cui il jazz
italiano sta raccogliendo consensi in tutto il mondo e sta esprimendo una
quantitα notevole di artisti di rilevante livello.
La scelta Φ ambiziosa e pienamente riuscita e giα dal primo ascolto il cd rivela
gli elementi che fin qui abbiamo evidenziato mentre i successivi e ripetuti
approcci danno effettivo merito al lavoro e fanno pienamente apprezzare quelle
sfumature e quei dettagli che arricchiscono il valore del lavoro stesso. La voce
di Roberto Giglio si modula a perfezione sulle accattivanti melodie di "A volte
meno" con la bella chitarra di Stefano Mastruzzi o nel brano che da il titolo al
cd dove si apprezza anche un solo al piano di Stefano Lestini. Diverte lo swing
mischiato allironia e alla metafora in "Il gorilla e la gallina", Φ gradevole
lincontro con la dimensione del trio, piano, contrabbasso e batteria che lo
accompagna nel racconto di una situazione metropolitana in "Babit" riproposto
tra laltro pi∙ avanti in una versione funky, con tanto di big band, e con
larrangiamento di Franco Micalizzi.
Coinvolge lintimitα di "Tu che sai come", chitarra acustica e voce, e
latmosfera vissuta di "Come mi vedi" impreziosita dalle suggestive sonoritα
della tromba di Fabrizio Bosso, uno dei brani pi∙ belli di tutto il cd insieme a
"Guarda" che vede riunito dopo 15 anni il trio di Enrico Pieranunzi, Enzo
Pietropaoli e Fabrizio Sferra. Atmosfere e melodie accattivanti che solo in
qualche caso, vedi "Azzurra" e "Anni Settanta" scendono un po di tono. I testi
sono semplici e non vanno dietro ad esagerate ricercatezze espressive,
raccontano storie di tutti i giorni dove chiunque pu≥ ritrovarsi. In definitiva
una produzione curata in ogni suo aspetto e di valore che presenta un artista
che pu≥ dare molto alla canzone dautore italiana se continuerα a muoversi in
ambiti coerenti alla scelte operate nella realizzazione de "La quinta stagione".
...e ora ZITTI fino alla nostra possima pre!